MIC - Misery Index Confcommercio: Una valutazione macroeconomica del disagio sociale

  • Ad agosto l'indice di disagio sociale scende a 17,5 (17,9 a luglio)
  • La disoccupazione estesa scende a 13,5% (13,8% a luglio)
  • I prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto aumentano dello 0,7%

MIC - Misery Index Confcommercio: Una valutazione macroeconomica del disagio sociale

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3 ottobre 2019
170/2019

170/2019
Roma, 03.10.2019

 

Al fine di effettuare una lettura più puntuale del disagio sociale, a partire dal mese di agosto 2019 il MIC viene calcolato secondo una nuova metrica. È stata infatti elaborata una nuova stima del numero di disoccupati. All'interno di coloro che svolgono lavoro part-time, una quota (60% circa) dei sottoccupati è stata considerata priva di lavoro, portando la massa di ore lavorate a occupazione equivalente. Questa diversa articolazione ha determinato un livello del MIC superiore di circa due punti rispetto alle misurazioni effettuate in precedenza.

  • Ad agosto l'indice di disagio sociale scende a 17,5 (17,9 a luglio)
  • La disoccupazione estesa scende a 13,5% (13,8% a luglio)
  • I prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto aumentano dello 0,7%

Il MIC[1] di agosto 2019 si è attestato su un valore stimato di 17,5, in moderata discesa rispetto al dato di luglio (17,9). Al miglioramento dell'indicatore ha contribuito una evoluzione meno negativa della disoccupazione, dato che va letto con molta attenzione. Sulla riduzione del numero di coloro che cercano un'occupazione pesano, infatti, sia gli effetti demografici sia l'aumento delle persone in part time involontario. Quest'ultimo andamento non migliora la situazione dell'indice macroeconomico di disagio sociale. Ed è proprio questo aspetto che ha portato ad una revisione del calcolo della disoccupazione estesa e del MIC.

Ad agosto il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato al 9,5%, in diminuzione di tre decimi di punto rispetto a luglio. Includendo una parte dei sottoccupati[2] tra i disoccupati, fermo restando il complesso delle persone presenti sul mercato del lavoro, la situazione appare meno favorevole, con un tasso di disoccupazione pari all'11,1%. All'interno dei disoccupati la componente relativa ai sottoccupati segnala una stabilità in termini congiunturali ed un aumento di 26mila unità nel confronto annuo.

Ad agosto 2019, dopo un semestre, le ore autorizzate di CIG[3]  sono tornate a registrare, nel confronto annuo, una diminuzione (-42,3%). Nei primi otto mesi dell'anno si rileva un incremento del 13,6% rispetto allo stesso periodo del 2018. In termini di ore di CIG effettivamente utilizzate destagionalizzate e ricondotte a ULA si rileva, peraltro, sia in termini congiunturali sia su base annua, una diminuzione. Dal lato degli scoraggiati[4] a fronte di un'invarianza in termini congiunturali, nel confronto con lo stesso mese del 2018 si evidenzia una diminuzione.

Il combinarsi di queste dinamiche ha portato ad una riduzione del tasso di disoccupazione esteso di tre decimi di punto su base mensile, e di sette decimi nel confronto annuo (tab. 1).

Nello stesso mese i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d'acquisto sono aumentati dello 0,7% su base annua, valore analogo a quello registrato a luglio.

La figura 1 mostra le due componenti del MIC (in rosso l'inflazione dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto ed in blu la disoccupazione estesa), mentre l'ingrandimento riporta l'andamento complessivo del disagio sociale negli ultimi dieci mesi.

Nota tecnica sul calcolo del Misery Index Confcommercio (MIC)

Il Misery Index (MI) tradizionale è dato dalla somma di tasso di disoccupazione e tasso d'inflazione. I pesi assegnati sono identici e pari a 1.

Il Misery Index Confcommercio (MIC) è calcolato in modo da leggere con maggiore precisione la dinamica del disagio sociale, misurato in una metrica macroeconomica. Le due componenti del MIC sono il tasso di disoccupazione esteso e la variazione dei prezzi dei beni e dei servizi acquistati in alta frequenza (fonte ISTAT): le dinamiche di prezzo di questo paniere influenzano in modo più diretto la percezione dell'inflazione da parte delle famiglie, correlandosi direttamente con le preoccupazioni (disagio) sul potere d'acquisto.

Studi scientifici (si veda Di Tella, MacCulloch ed Oswald, 2001), hanno dimostrato come il costo della disoccupazione in termini di soddisfazione di vita sia superiore a quello dell'inflazione. Ricerche sociali evidenziano come la prima preoccupazione dei cittadini sia la questione del lavoro, e quindi la paura della disoccupazione. Il Misery Index tradizionale, che assegna pesi uguali ai due mali, tende, dunque, a sottostimare i costi economici, psicologici e sociali - diretti ed indiretti - della disoccupazione. Il MIC assegna pesi diversi alle due componenti, disoccupazione ed inflazione, rispettivamente 1,2647 e 0,7353. La quantificazione dei due pesi adottata si basa sulla regressione 1 della Tabella 2 contenuta in Becchetti, Castriota e Giuntella (2010), in cui si stima che, per lasciare indifferente un cittadino medio europeo, l'aumento di un punto di disoccupazione deve essere compensato da una diminuzione di 1,72 punti di inflazione. Di conseguenza, i pesi della disoccupazione e dell'inflazione valgono, rispettivamente, (1,72/2,72)x2=1,2647 e (1/2,72)x2=0,7353. I pesi sono moltiplicati per due in modo da lasciare la loro somma uguale a due per consentire una lettura non ambigua dei risultati (anche nel calcolo del Misery Index tradizionale la somma dei pesi è pari a due).

A differenza del Misery Index tradizionale nel MIC viene calcolata una versione più estesa della disoccupazione. Al numeratore del tasso di disoccupazione esteso compaiono parte dei sottoccupati, gli scoraggiati, come definiti più sotto, e i cassaintegrati equivalenti a zero ore. Questo concetto si esemplifica facilmente: se le ore di cassa integrazione sono otto in un giorno, quattro per una persona e quattro per un'altra persona, i cassaintegrati equivalenti sono pari a uno dal momento che un dipendente a tempo pieno lavora otto ore. In questa nuova metrica del MIC si è scelto, facendo anche riferimento a studi internazionali (si veda Sorrentino, 1995; OECD, 1995; Martin, 1994), di considerare solo parzialmente occupati alcuni dei lavoratori in part time involontario. All'interno di questo aggregato si è scelto di inserire una quota dei sottoccupati - persone che lavorano part time ma che vorrebbero lavorare un numero maggiore di ore e dichiarano di essere disponibili a lavorare più ore entro le due settimane successive – tra i disoccupati. Sulla base della distribuzione degli occupati per ore lavorate si è calcolato il rapporto tra le ore lavorate da coloro che lavorano settimanalmente tra le 2 e le 20 ore e la media delle ore lavorate per occupato. Sulla base di questo rapporto, circa il 40% è stato mantenuto tra gli occupati, mentre il 60% circa è confluito tra i disoccupati. Gli scoraggiati correggono anche il denominatore, estendendo il concetto tradizionale di forze di lavoro a coloro che hanno svolto l'ultima azione di ricerca da due a tre mesi fa e che, quindi, sono più facilmente assimilabili ai disoccupati che agli inattivi; i sottoccupati e i cassaintegrati equivalenti non compaiono al denominatore perché già conteggiati tra gli occupati dall'ISTAT.

Il tasso di disoccupazione esteso è il termine in parentesi quadra a destra nella seguente formula:

MIC=0,7353 × (infl. AF) + 1,2647 × [(disocc. + sottoccupati + scoraggiati+ CIG)/(occ.+disocc.+scoraggiati.) × 100]

Di seguito la descrizione delle singole variabili e le fonti:

Tasso di inflazione dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto: dati mensili di fonte ISTAT, variazione tendenziale;

Tasso di disoccupazione, occupati e disoccupati: dati mensili destagionalizzati di fonte ISTAT;

Sottoccupati: dati trimestrali di fonte ISTAT mensilizzati e destagionalizzati con TRAMO-SEATS;

Ore CIG: dati mensili INPS sulle ore effettivamente utilizzate (tiraggio, confronti omogenei); tale stima costituisce un'approssimazione dal momento che le comunicazioni delle aziende all'INPS non sono sempre contestuali al periodo di fruizione del sussidio da parte del lavoratore. I dati sono destagionalizzati con TRAMO-SEATS;

CIG: numero di CIG-teste, calcolate dividendo le Ore CIG utilizzate per 2000 ore annue (166,6 al mese);

Scoraggiati: sottoinsieme di inattivi che (1) si dichiarano in cerca di lavoro, (2) sono disponibili a lavorare nelle prossime due settimane e (3) anche se non lo hanno fatto nelle ultime quattro settimane, affermano di aver compiuto una o più azioni di ricerca da 2 a 3 mesi prima dell'intervista. Dati trimestrali di fonte ISTAT mensilizzati e destagionalizzati con TRAMO-SEATS.

Per il presente numero

I dati sulle ore di CIG effettivamente utilizzate sono stati destagionalizzati e, per gli ultimi due mesi, stimati con TRAMO-SEATS;

I dati sui sottoccupati e sugli scoraggiati per gli ultimi due mesi sono stimati applicando ai dati trimestrali un modello di previsione che tenga conto delle ciclicità stagionali (le elaborazioni sono state effettuate con TRAMO-SEATS). La previsione è stata poi mensilizzata.

Riferimenti

Becchetti L., Castriota S., Giuntella O. (2010), "The Effects of Age and Job Protection on the Welfare Costs of Inflation and Unemployment", European Journal of Political Economy, Vol. 26, pp. 137-146.

Di Tella R., MacCulloch R., Oswald A. (2001), "Preferences over Inflation and Unemployment: Evidence from Surveys of Happiness", American Economic Review, Vol. 91, pp. 335-341.

Constance Sorrentino (1995), "International Unemployment Indicators, 1983-93", Monthly labor review, U.S. Department of Labor, Bureau of Labor Statistics.

OECD Employment OUTLOOK (1995) "Supplementary measures of labour market slack an analysis of discouraged and involuntary part-time workers", Chapter 2.

John P. Martin (1994) "The extent of high unemployment in OECD countries," Proceedings - Economic Policy Symposium - Jackson Hole, Federal Reserve Bank of Kansas City, issue Jan, pages 5-48.

 

[1] Il Misery Index Confcommercio (MIC) misura mensilmente il disagio sociale causato dalla disoccupazione estesa (disoccupati, sottoccupati, cassaintegrati e scoraggiati) e dalla variazione percentuale dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto.

[2] I sottoccupati sono persone che lavorano part time ma che vorrebbero lavorare un numero maggiore di ore e dichiarano di essere disponibili a lavorare più ore entro le due settimane successive a quella cui le informazioni sono riferite.

[3] A giugno 2019 l'Inps ha effettuato la periodica revisione degli archivi amministrativi relativi alla CIG. Pertanto i dati utilizzati per la stima, anche in serie storica, differiscono dai precedenti.

[4] Gli scoraggiati inclusi nel calcolo della disoccupazione estesa utilizzata per la stima del MIC sono definiti come coloro che: (1) si dichiarano in cerca di lavoro, (2) sono disponibili a lavorare nelle due settimane successive a quelle dell'intervista, (3) anche se non lo hanno fatto nelle ultime quattro settimane, affermano di aver compiuto una o più azioni di ricerca da 2 a 3 mesi prima dell'intervista.

 

 

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