Finanziamento irrisorio, serve copertura più ampia

Confcommercio su credito di imposta per sanificazioni

 

Finanziamento irrisorio, serve copertura più ampia

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14 settembre 2020
142/2020

Confcommercio ha  accolto con favore le misure introdotte nei vari provvedimenti normativi varati dal Governo che hanno avuto come finalità quella di prevedere forme di sostegno alle imprese, tra cui il credito d’imposta per affrontare le spese di sanificazione.

Tuttavia va rilevato che nell'attuazione pratica di tali misure gli intenti si sono scontrati con gli stanziamenti messi a disposizione.

Già a suo tempo il finanziamento previsto dal bando Impresa Sicura Invitalia era andato immediatamente esaurito in un lasso strettissimo di tempo avendo visto oltre 200.000 registrazioni da parte delle imprese a fronte di un importo estremamente limitato.

Ancora una volta  oggi le aziende non vedono coperti in modo adeguato  i costi che hanno dovuto affrontare per far fronte contenimento dei rischi dovuti al contagio covid.

È il caso della irrisoria percentuale  del 15% del credito d’imposta fissata dall'Agenzia delle Entrate come  credito utilizzabile  per coprire le spese di sanificazione e acquisto dei dpi. Il fondo per le spese di sanificazione  come previsto nella legge di rilancio avrebbe dovuto coprire il 60% delle spese sostenute e su ciò avevano fatto affidamento le aziende,  ma  nel contempo nella stessa legge  si fissava il limite massimo di spesa in 200 milioni di euro, mentre gli importi richiesti dalle aziende assommano a oltre 1,2 miliardi di euro.

A fronte di tale situazione dove le imprese possono recuperare solo una minima parte di quanto richiesto (circa un sesto) si rende necessario provvedere ad un rifinanziamento urgente dello stesso fondo e ad innalzarne l’importo.

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