Credito e Pmi. Imprese, credito e crisi dell'economia

Credito e Pmi. Imprese, credito e crisi dell'economia

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22 maggio 2009
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Credito e Pmi.

Imprese, credito e crisi dell’economia

 

 

 

 

Ricerca a cura di Confcommercio – Format

 

 

 

Milano

22 maggio 2009

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Il 73,7% delle imprese avverte un peggioramento della situazione economica del Paese nel primo trimestre del 2009, rispetto al trimestre precedente, e il 30,9% ritiene che questa situazione si aggraverà ulteriormente nel secondo trimestre del 2009. Gli effetti di questo peggioramento si fanno sentire anche sull’andamento economico delle imprese stesse che risulta peggiorato, nel primo trimestre del 2009, nel 53,5% dei casi con un’analoga previsione anche per il secondo trimestre dell’anno per il 23,4% delle imprese. Una situazione di difficoltà, quindi, per fronteggiare la quale, quasi il 60% delle Pmi intende ricorrere ad una riduzione dei costi, ad esclusione di quelli relativi al personale.

 

Per quanto riguarda i rapporti con le banche, tre imprese su quattro li ritengono soddisfacenti ma alcune condizioni andrebbero migliorate, in particolare: il tasso applicato (per il 48,5% delle imprese), i costi (39,3%), le richieste di garanzie (24,9%). A conferma di ciò, quasi la metà delle imprese ritiene elevato sia il costo del finanziamento sia il livello delle garanzie reali e personali richieste.

 

Poco meno del 40% delle imprese manifesta un qualche genere di difficoltà nel fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre del 2009 e solo il 15% prevede un miglioramento nel secondo trimestre. Tra le principali cause delle difficoltà, quasi la metà delle imprese indica ricavi insufficienti, mentre per il 42% ciò è dovuto a entrate irregolari o in ritardo.

 

Diminuiscono sia la domanda di credito in generale da parte delle imprese (il 72,3% non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido; e sono sempre più numerose le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,7% del quarto trimestre 2008 al 14,5% del primo trimestre 2009) e quelle ancora in attesa di conoscere la risposta della banca riguardo la propria richiesta di finanziamento (dall’8,6% al 14,2%). Non si registrano, invece, particolari problemi né per quanto riguarda la quantità e la durata temporale del credito, né per i costi di finanziamento e di istruttoria; unica eccezione, un inasprimento delle garanzie richieste dalle banche. Le maggiori difficoltà, sia per quanto riguarda la capacità di far fronte al proprio fabbisogno finanziario sia per l’accesso al credito, sono avvertite, in particolare, dalle microimprese del commercio residenti nel Mezzogiorno.

Questi, in sintesi, i dati principali che emergono dall’indagine su credito e Pmi realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche di Mercato.

 

 

PERCEZIONE DELLA CRISI

 

L’andamento dell’economia italiana

 

A livello congiunturale (primo trimestre del 2009 rispetto al quarto trimestre del 2008) il 73,7% delle imprese ritiene che la situazione economica generale dell’Italia sia peggiorata; a livello tendenziale (primo trimestre del 2009 rispetto al primo trimestre del 2008) la situazione è peggiorata per l’81,3% delle imprese.

 

Le imprese meno ottimiste riguardo l’andamento dell’economia si sono rivelate le imprese del commercio, le piccole imprese con un fatturato fino a 500.000 euro, le grandi imprese con un fatturato oltre i 15 milioni di euro, le imprese del Sud Italia. Più ottimiste si sono rivelate le imprese del turismo, le medie imprese e quelle residenti nelle grandi aree metropolitane.

 

Ritengono che nel trimestre successivo la situazione migliorerà il 15,9% degli imprenditori, mentre il 43,8% ritiene che la situazione resterà invariata. Il 30,9% delle imprese ritiene che la situazione economica del Paese peggiorerà nel secondo trimestre 2009.

 

Le imprese che ritengono che la situazione economica dell’Italia nel prossimo trimestre peggiorerà ancora sono in prevalenza le imprese delle regioni del Nord Est, del Centro Italia e del Meridione. In leggera controtendenza le imprese residenti nelle regioni del Nord Ovest che, a differenza delle altre imprese italiane, manifestano un minore pessimismo.

 

 

L’ANDAMENTO DELLE IMPRESE

 

Il 53,5% degli imprenditori ritiene che l’andamento della propria impresa sia peggiorato nel primo trimestre del 2009 rispetto al quarto trimestre del 2008 (analisi congiunturale), mentre il 60,9% degli imprenditori ritiene che l’andamento della propria impresa sia peggiorato nel primo trimestre del 2009 rispetto al primo trimestre del 2008 (analisi tendenziale).

 

A livello congiunturale le imprese che più delle altre segnalano un andamento negativo della propria attività sono le imprese del commercio e le microimprese delle regioni del Sud Italia.

 

Il 23,6% degli imprenditori ritiene che l’andamento economico della propria impresa migliorerà nel secondo trimestre del 2009, il 53,0% ritiene che resterà invariato, mentre il 23,4% ritiene che peggiorerà. Ad essere più ottimiste sono le imprese del commercio e del turismo (non quelle dei servizi), le imprese di medie e grandi dimensioni, quelle del Nord Italia e del Centro Italia. In leggera controtendenza le imprese del Meridione.

 

Le politiche delle imprese

 

Per fronteggiare l’attuale stato di crisi del mercato, il 57,9% delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi è intenzionato a ridurre i costi in generale, ad esclusione di quelli relativi al personale dove soltanto il 15,3% delle Pmi è intenzionato ad intervenire entro il 2009.Un’impresa su quattro non adotterà, invece, alcun provvedimento.

 

Le politiche di riduzione dei costi (ad esclusione dei costi del personale) saranno adottate in prevalenza dalle imprese di dimensioni più grandi, per lo più del Nord Ovest e del Nord Est.

 

 

IL RAPPORTO CON LE BANCHE

 

Le banche utilizzate dalle imprese

 

Il 100% delle piccole e medie imprese del commercio, dei servizi e del turismo possiede un conto corrente bancario.

 

Il 46,8% delle imprese ha rapporti con una sola banca. Il 28,1% ha rapporti con due banche. Il 25,2% ha rapporti con tre o più banche.

 

Le imprese “pluribancarizzate” prevalgono tra le imprese di dimensioni più grandi, ovvero le imprese con oltre dieci addetti, per lo più del Nord Ovest e del Nord Est. Bassissima è la percentuale delle imprese “pluribancarizzate” del Meridione: appena l’11,3% contro una media nazionale pari al 25,2%.

 

Il 49,4% delle imprese del commercio e dei servizi dispone di almeno un finanziamento concesso da una banca.

 

Il giudizio sul rapporto con le banche

 

Il 74,1% delle imprese giudica molto o abbastanza soddisfacente il rapporto con la banca, o con le banche con cui intrattiene rapporti. Le imprese che si dichiarano poco soddisfatte sono il 18,9% e quelle per nulla soddisfatte il 7,0%.

 

Le imprese più soddisfatte del rapporto con le banche sono quelle del turismo e dei servizi, le imprese con oltre dieci addetti, le imprese residenti del Nord-Ovest e del Nord-Est.

 

Le imprese meno soddisfatte sono le imprese del commercio, le microimprese, quelle del Centro e del Sud Italia. L’insoddisfazione è particolarmente accentuata nel Meridione, dove le imprese che si dichiarano soddisfatte sono appena il 57,0% contro il 74,1% della media nazionale.

 

Aspetti di miglioramento nel rapporto con le banche

 

Con riferimento alle condizioni applicate dalle banche ai finanziamenti, per le Pmi potrebbero essere migliorati i seguenti aspetti: le condizioni del tasso applicato (45,8%), i costi applicati (39,3%), le richieste di garanzie da parte delle banche (24,9%) e la flessibilità per quanto concerne la durata del finanziamento (24,6%).

 

Le condizioni del tasso applicato sono indicate in prevalenza dalle imprese del commercio e dei servizi, nonché dalle microimprese e dalle piccole imprese; i costi applicati sono segnalati soprattutto dalle imprese del turismo e dei servizi, dalle medie imprese, dalle imprese quelle del Nord Ovest e del Nord Est; le richieste di garanzie sono messe in luce in prevalenza dalle imprese dei servizi, ma anche dalle piccole imprese; la flessibilità per quanto concerne la durata del finanziamento è indicato soprattutto dalle imprese del commercio e dei servizi, nonché dalle piccole imprese del Meridione.

 

Il costo dei finanziamenti

 

Il 48,5% delle imprese, comprendendo sia le Pmi che dispongono di un fido o che ne hanno fatto richiesta sia quelle che non dispongono di un fido o che non ne hanno fatto richiesta, giudica “elevato” il tasso di interesse praticato dalle banche con cui intrattengono rapporti. Il 51,5% lo giudica accettabile.

 

Il 47,6% delle imprese, comprendendo sia le Pmi che dispongono di un fido o che ne hanno fatto richiesta, sia le Pmi che non dispongono di un fido o che non ne hanno fatto richiesta, giudica “elevato” il livello delle garanzie reali e personali richieste dalle banche con cui intrattengono rapporti. Il 52,4% lo giudica accettabile.

 

 

FABBISOGNO FINANZIARIO

 

Manifesta un qualche genere di difficoltà nel fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre del 2009 poco meno del 40% circa delle imprese del commercio, dei servizi e del turismo.

 

Il 6% circa delle imprese non è stata in grado di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre del 2009. Le imprese che più delle altre hanno manifestato un qualche genere di difficoltà nel riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario sono state quelle del commercio, le microimprese, residenti nelle regioni del Meridione.

 

L’analisi in previsione del fabbisogno finanziario delle imprese del commercio, dei servizi e del turismo evidenzia un leggero miglioramento della situazione: l’indice del fabbisogno finanziario per il secondo trimestre 2009 è pari infatti a -1,0% rispetto al primo trimestre 2009. La previsione rilevata nel corso del quarto trimestre 2008 sul primo trimestre 2009 era pari al -8,2%.

 

Le imprese più pessimiste per il prossimo trimestre sono risultate quelle del commercio e dei servizi, le piccole imprese, medie e grandi imprese, sia delle regioni del Centro Italia sia di quelle del Meridione.


 

Le ragioni delle difficoltà

 

L’analisi è stata effettuata esclusivamente presso le imprese che hanno dichiarato di avere avuto qualche difficoltà nel fare fronte al proprio fabbisogno finanziario, o di non essere state in grado di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario.

 

Le cause principali delle difficoltà legate al fabbisogno finanziario sono costituite dai ricavi insufficienti (48,6% delle imprese che hanno avuto un qualche genere di difficoltà), dalle entrate irregolari e/o in ritardo (42,1% delle imprese che hanno avuto un qualche genere di difficoltà) e dalle entrate “sicure” ma in ritardo (24,5% delle imprese che hanno avuto un qualche genere di difficoltà).

 

Politiche adottate dalle imprese in difficoltà

 

L’analisi è stata effettuata esclusivamente presso le imprese che hanno dichiarato di avere avuto qualche difficoltà nel fare fronte al proprio fabbisogno finanziario, o di non essere state in grado di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario.

 

Il 48,1% delle Pmi in difficoltà è costretta a pagare in ritardo i fornitori, il 29,7% ricorre allo scoperto di conto corrente presso le banche o altri operatori finanziari non-bancari, il 22,9% ricorre ad “altri canali” di finanziamento.

 

Domanda di credito nel primo trimestre 2009

 

La domanda di credito da parte delle imprese è stata analizzata verificando quante imprese abbiano chiesto un fido, o abbiano chiesto di rinegoziare un fido esistente (a prescindere dalle motivazioni e dalla  forma tecnica), ad una delle banche con la quale intrattengono rapporti nel primo trimestre del 2009.

 

Il 72,3% delle imprese del commercio, dei servizi e del turismo non ha fatto alcuna richiesta di fido nel primo trimestre 2009, né è intenzionata a fare richieste in tal senso nel trimestre successivo. Diminuisce quindi la percentuale delle imprese che hanno fatto richiesta di finanziamento al sistema bancario, essendo pari la medesima percentuale nel quarto trimestre 2008 al 64,1%.

 

Il 27,7% delle imprese del commercio, dei servizi e del turismo si è rivolta, con esiti diversi, al sistema bancario per una richiesta di fido (per un nuovo fido o per rinegoziare un fido esistente) nel primo trimestre 2009.

 

  • Il 58,4% delle imprese che hanno fatto richiesta di credito hanno visto accogliere la propria richiesta con un ammontare pari o superiore a quello desiderato. Erano il 62,0% nel corso del trimestre precedente.
  • Il 21,5% delle imprese che hanno fatto richiesta di credito hanno ricevuto una risposta negativa (7,0%), oppure hanno ricevuto il credito con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto (14,5%). Nel corso del trimestre precedente l’area della “rigidità” era pari al 23,4% con il 13,8% di richieste non accolte e il 9,7% di richieste accolte con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto.
  • Il 14,2% delle imprese deve ancora ricevere una risposta alla richiesta di credito fatta al sistema bancario.
  • Il 6,0% delle imprese non ha fatto richiesta di credito nel primo trimestre 2009, ma è intenzionata a farla nel trimestre successivo.

 

Le imprese che più delle altre hanno manifestato un qualche genere di criticità nell’accesso al credito, essendogli stato negato il finanziamento richiesto, o essendogli stato accordato con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto, sono state le imprese del commercio; le microimprese (1-9 addetti); le imprese residenti nelle del Meridione.

 

 

COSTO DEL CREDITO

 

Il costo del credito è stato analizzato in funzione di sei indicatori: la quantità di credito reso disponibile alle imprese del commercio, del turismo e dei servizi nel primo trimestre 2009, la durata temporale del credito, il costo del finanziamento, il costo dell’istruttoria, le “altre condizioni” (es. valuta, servizi accessori, ecc.), le garanzie richieste dalle banche a fronte del finanziamento.

 

L’analisi è stata effettuata esclusivamente presso le imprese che dispongono di un finanziamento concesso “dalla propria banca” da oltre sei mesi. Tale sub-campione corrisponde all’83,7% delle imprese che dispongono di un finanziamento, pari al 49,4% dell’intero campione.

 

Quantità di credito reso disponibile

 

Il dato congiunturale del primo trimestre 2009 (-27,9) è migliore rispetto a quello del trimestre precedente (-34,8). Anche il dato tendenziale del primo trimestre 2009 (-27,8) è migliore rispetto a quello del trimestre precedente (-35,2).

 

Le imprese del commercio, del turismo e dei servizi segnalano quindi a livello congiunturale e tendenziale, nel primo trimestre del 2009, un miglioramento della quantità del credito reso disponibile da parte delle banche.

 

Le imprese che più delle altre segnalano nel primo trimestre del 2009, a livello congiunturale, un andamento negativo dell’indicatore, si sono rivelate quelle del turismo, le microimprese, residenti nelle regioni del Nord Italia e del Nord Est del nostro paese, le imprese con un fatturato fino a un milione di euro, le imprese di più antica costituzione nate prima del 1990 e quelle non associate ad una organizzazione di categoria.

 

Durata temporale del credito

 

Il dato congiunturale del primo trimestre 2009 (-19,8) è migliore rispetto a quello del trimestre precedente (-23,3). Anche il dato tendenziale del primo trimestre 2009 (-20,2) è migliore rispetto a quello del trimestre precedente (-25,2).

 

Le imprese del commercio, del turismo e dei servizi segnalano a livello congiunturale e tendenziale, nel primo trimestre del 2009, un miglioramento per quanto concerne la durata temporale del credito reso disponibile da parte delle banche.

 

Le imprese che più delle altre segnalano nel primo trimestre del 2009, a livello congiunturale, un andamento negativo dell’indicatore, si sono rivelate quelle del commercio, residenti in prevalenza nelle regioni del Meridione, con un fatturato fino a un milione di euro, non associate ad una organizzazione di categoria.

 

Costo del finanziamento

 

Il dato congiunturale del primo trimestre 2009 (+5,0) è sensibilmente migliore rispetto a quello del trimestre precedente (-15,3). Anche il dato tendenziale del primo trimestre 2009 (+2,3) è migliore rispetto a quello del trimestre precedente (-13,7).

 

Le imprese del commercio, del turismo e dei servizi segnalano a livello congiunturale e tendenziale, nel primo trimestre del 2009, un miglioramento per quanto concerne il costo dei finanziamenti resi disponibili da parte delle banche.

 

Le imprese che meno delle altre segnalano nel primo trimestre del 2009, a livello congiunturale, un andamento positivo dell’indicatore si sono rivelate quelle del commercio, le microimprese, quelle residenti nel Centro e nel Sud Italia, le imprese non associate ad una organizzazione di categoria.

 

Costo dell’istruttoria

 

Il dato congiunturale del primo trimestre 2009 (-11,9) è migliore rispetto a quello del trimestre precedente (-21,9). Anche il dato tendenziale del primo trimestre 2009 (-11,0) è migliore rispetto a quello del trimestre precedente (-23,4).

 

Le imprese del commercio, del turismo e dei servizi segnalano a livello congiunturale e tendenziale, nel primo trimestre del 2009, un miglioramento per quanto concerne il costo dell’istruttoria dei finanziamenti resi disponibili da parte delle banche.

 

Le imprese che più delle altre segnalano nel primo trimestre del 2009, a livello congiunturale, un andamento negativo dell’indicatore, si sono rivelate le microimprese del turismo, residenti nelle regioni del Nord Est, con un fatturato fino a un milione di euro, di più antica costituzione (nate prima del 1990), associazione ad una organizzazione di categoria.

 

Altre condizioni

 

Il dato congiunturale del primo trimestre 2009 (-13,7) è migliore rispetto a quello del trimestre precedente (-21,9). Anche il dato tendenziale del primo trimestre 2009 (-14,2) è leggermente migliore rispetto a quello del trimestre precedente (-16,1).

 

Le imprese del commercio, del turismo e dei servizi segnalano a livello congiunturale e tendenziale, nel primo trimestre del 2009, un miglioramento per quanto concerne le cosiddette “altre condizioni” (es. valuta, costo dei servizi accessori, ecc.) dei finanziamenti resi disponibili da parte delle banche.

 

Le imprese che più delle altre segnalano nel primo trimestre del 2009, a livello congiunturale, un andamento negativo dell’indicatore, si sono rivelate quelle del turismo e dei servizi, le microimprese e le piccole imprese, residenti nelle regioni del Centro e del Sud Italia, quelle di più antica costituzione (imprese nate prima del 1990), associate ad una organizzazione di categoria.

 

Garanzie richieste dalle banche

 

Il dato congiunturale del primo trimestre 2009 (-25,5) è peggiore rispetto a quello del trimestre precedente (-23,7). Il dato tendenziale del primo trimestre 2009 (-27,0) è sostanzialmente in linea con quello del trimestre precedente (-27,8).

 

Le imprese del commercio, del turismo e dei servizi non segnalano a livello congiunturale e tendenziale, nel primo trimestre del 2009, alcun miglioramento per quanto concerne le garanzie richieste dalle banche per sostenere i finanziamenti richiesti.

 

Le imprese che più delle altre segnalano nel primo trimestre del 2009, a livello congiunturale, un andamento negativo dell’indicatore, si sono rivelate quelle dei servizi, le microimprese, le piccole imprese e le medie imprese (non le grandi imprese), le imprese residenti nelle regioni del Centro Italia e nel Meridione. Il dato negativo relativo alle imprese residenti nel Sud Italia è particolarmente negativo (-35,4). Le imprese non associate ad una organizzazione di categoria.

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