Sintesi dell'intervento del Presidente di FederSicurezza, Luigi Gabriele

Sintesi dell'intervento del Presidente di FederSicurezza, Luigi Gabriele

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13 luglio 2009

 

 

Rapporto FederSicurezza 2009: un DNA in evoluzione

 

Sintesi dell’intervento del Presidente di FederSicurezza Luigi Gabriele

 

Dare sicurezza vuol dire assumere un impegno forte e non condizionabile in chiave meramente commerciale.

 

Per poter  soddisfare al meglio un’utenza composita occorre una flessibilità di risposta a trecentosessanta gradi, angolazione che non può prescindere dalla capacità di dare qualità.

 

Dare qualità presuppone acquisizione continua di professionalità.

 

Valori aggiunti di tale importanza richiedono non solo un sistema di prestazioni idonee, ma anche, se possibile, un’utenza resa edotta dell’ineludibilità di parametri oggettivi di costo.

 

L’Autorità vigilante e tutoria non può omettere di monitorare in forma evolutiva e costante chi vuol dare sicurezza.

 

Monitorare, però, deve voler dire accompagnare in positivo e non interdire in negativo.

 

Accompagnare deve voler dire valorizzare e non disperdere un patrimonio.

 

Valorizzare deve voler dire distinguere impegno e preparazione, evitando demagogia di interventi che dilatano in quantità e depauperano in qualità.

 

Integrare il sistema di sicurezza nazionale con quella complementare non è presuntuoso nè pericoloso per chi in tale sistema si trova ad operare.

 

Parta allora lo Stato dall’Europa e valuti attentamente la prossima rivisitazione della Bolkestein.

 

Consideri allora lo Stato la capacità del nostro settore di essere complementare alla sicurezza pubblica

 

Nel suo ambito, le parti sociali sappiano essere post moderne, con un occhio alla tradizione ma lontana dalla conservazione.

 

La parte Sindacale dei prestatori d’opera sappia coniugare passato, presente e futuro.

 

La parte Imprenditoriale consideri con pacata lungimiranza lo scorrere del tempo e le mutazioni del proprio DNA in rapporto a quello del comparto di appartenenza.

 

Nessuno degli attori dimentichi che, senza regole, non esiste armonia e sicurezza dell’evoluzione.

 

Lo Stato faccia la sua parte.

Gli addetti siano in sintonia con le proprie regole.

L’utenza sia culturalmente preparata.

 

Sono queste le nostre tre semplici richieste.

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