Tax credit librerie 2021

Tax credit librerie 2021

È attiva la procedura per richiedere il credito d’imposta per i venditori di libri al dettaglio. Le istanze dovranno essere presentate entro il 10 novembre 2021. 

DateFormat

11 novembre 2021

La Legge di Bilancio del 2018 ha previsto, per i venditori di libri al dettaglio, una nuova misura per poter richiedere un credito d’imposta: la cosiddetta tax credit librerie. Anche per il 2021 l’incentivo è stato rinnovato dal Ministero delle Cultura, in accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le domande sono partite il 13 settembre e potranno essere presentate fino alle ore 12:00 del 10 novembre. Gli esercenti che operano nella vendita al dettaglio di libri potranno fare richiesta esclusivamente online, sul sito dei Beni culturali.

La tax credit andrà indicata nella dichiarazione dei redditi presentando il modello F24 sul sito dell’Agenzia delle entrate (codice contributivo 6894). Il credito sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione (entro i limiti del regolamento dell’Ue in materia di aiuti di piccola entità) e quindi non concorre alla formazione del reddito.

Indice:

1. I punti chiave della misura

Dunque, per il quinto anno consecutivo, torna a grande richiesta la tax credit per le librerie. La misura, introdotta dal ministro della Cultura Dario Franceschini, consiste nella possibilità, per i venditori di libri al dettaglio (codice Ateco principale 47.61 o 47.79.1) di richiedere un credito d’imposta. Per quanto riguarda il 2021 sono stati stanziati dal Mibact 18 milioni e 250mila euro, grazie anche ai fondi previsti dal decreto 226 firmato il 28 giugno scorso, che hanno aumentato la dotazione ordinaria.

Le domande sono state aperte il 13 settembre e potranno essere inoltrate fino al 10 novembre alle ore 12:00. Le istanze, relative all’anno 2020, si potranno inviare solamente sulla piattaforma online del Ministero della Cultura. Le risorse saranno poi ripartite tra le imprese idonee, che potranno quindi accedere al credito fiscale e usarle per diverse categorie di spesa, fino ad un totale massimo di 20mila euro per le librerie indipendenti e di 10mila per gli altri.

Il ministro Franceschini, ha dichiarato in più di un’occasione l’importanza della misura, uno strumento che “contribuisce a rafforzare la presenza sul territorio delle librerie, un avamposto culturale fondamentale, soprattutto nei piccoli centri”.

Ambrosini: “Estendere le risorse a tutta le rete delle librerie”

Il presidente dell’Associazione librai italiani, Paolo Ambrosini, si è schierato, con qualche riserva, a favore della tax credit: “una misura che ha aiutato molto quella fascia più debole strutturalmente delle librerie; oggi vi è però la necessità di rivedere la misura e di estenderne gli effetti positivi a tutta la rete delle librerie cercando di distribuire in modo più equo le risorse stanziate”.

Per l’Associazione la tax credit, così come è strutturata al momento, crea un vantaggio molto robusto ad alcune aziende, che in alcuni casi arriva anche al 20% del loro fatturato. “La speranza - ha spiegato Ambrosini - è che nella legge sul libro che il ministro Franceschini ha anticipato di voler avviare si possa trovare lo spazio per correggere questa misura”.

I numeri del settore

Dopo i mesi difficili della pandemia, il settore delle librerie è in ripresa: il 34% ha infatti registrato un miglioramento negli ultimi sei mesi del 2020 e il 46,3% ha avuto un incremento della clientela, rispetto all’anno del primo lockdown. Questi i dati del secondo Osservatorio nazionale delle librerie italiane realizzato da Ali, in collaborazione con Format Research, un’indagine condotta tra più di 3mila esercizi e oltre 11mila occupanti.

Nel periodo tra giugno e dicembre 2020, il 48,6% delle librerie indipendenti ha registrato un aumento delle vendite di libri. “Siamo riusciti a reggere” ha commentato il presidente di Ali, Paolo Ambrosini, che ha anche osservato come “l'aumento della lettura sia stato favorito dal cambiamento delle abitudini della popolazione durante il lockdown. Inoltre le misure delle istituzioni tra cui l’aumento della dotazione della tax credit, il bonus cultura 18 app e i 30 milioni del fondo per le biblioteche per acquistare libri dalle librerie del territorio, sono state una boccata d’ossigeno per le imprese del settore”.

Anche il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha sottolineato in più di un’occasione l’importanza del settore, apprezzandone in particolare la forza e la resilienza dimostrata dal comparto durante i mesi del lockdown. “Posso dire che è una grande soddisfazione - ha dichiarato Sangalli durante il suo intervento all’Assemblea nazionale di Ali - che di fronte ad una crisi tra le più profonde degli ultimi decenni, con smarrimento e incertezza per tutti i librai sono stati un’ancora e un approdo".

2. Requisiti, limiti e importi

La tax credit per le librerie non ha un importo fisso come per i bonus, perché la somma viene calcolata in base ad una serie di spese legate ai locali in cui si svolge l’attività di vendita, tenendo conto anche dei limiti per ogni esercente. Le librerie indipendenti, ad esempio, possono richiedere fino a 20mila euro. Per tutte le altre, invece, il tetto massimo è di 10mila.

Di seguito una tabella con le spese per categoria (gli importi sono riferiti all’anno precedente la richiesta del credito di imposta):

Imu 3.000 euro
Tari 1.500 euro
Tasi 500 euro
Imposta sulla pubblicità 1.500 euro
Tassa per l'occupazione di suolo pubblico 1.000 euro
Spese per locazione 8.000 euro al netto dell'Iva
Spese per mutuo 3.000 euro
Contributi previdenziali e assistenziali per i dipendenti 8.000 euro

 

Per poter richiedere il credito d’imposta i soggetti dovranno soddisfare alcuni requisiti:

  • devono essere attività commerciali di vendita di libri al dettaglio con codice Ateco principale 47.61 o 47.79.1;
  • il 70% dei ricavi dell’anno precedente (in questo caso del 2019 perché fa riferimento all’anno 2020) devono derivare dalla vendita di libri, anche usati;
  • la sede legale deve far parte dello Spazio Economico Europeo (SEE);
  • devono avere la residenza fiscale in Italia ed essere quindi soggetti alla tassazione del nostro Paese.

3. Come e dove presentare la domanda

Per presentare la domanda bisogna compilare la richiesta di registrazione che si trova sul sito dei Beni culturali. Le informazioni richieste sono le seguenti:

  • dati dell’impresa esercente:
    • ragione sociale;
    • codice fiscale;
  • dati del legale rappresentante:
    • nome;
    • cognome;
    • codice fiscale;
    • email.

Per ulteriori informazioni consulta il file PDF "Guida alla compilazione della domanda" del Ministero della Cultura.

In caso di errori nel completamento della procedura si potrà scrivere una email (in Posta elettronica ordinaria, non PEC) all’indirizzo taxcreditlibrerie@beniculturali.it indicando:

  • il codice fiscale dell’esercente ed eventualmente l’id della domanda;
  • una spiegazione chiara dell’errore;
  • allegare, in caso di errore di inserimento nel sistema, i file PDF e P7M;

Per completare la registrazione sarà necessaria anche la firma digitale del legale rappresentante della società che richiede l’istanza, come risulta dai dati registrati alla Camera di Commercio di riferimento.

Per quanto riguarda gli esercenti che hanno già presentato domanda negli anni precedenti dovranno registrarsi nuovamente sul sito.

Una volta riconosciuto il credito d’imposta potrà essere usato a compensazione presentando il modello F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. L’importo esatto del credito dovrà poi essere indicato sia nella dichiarazione dei redditi dello stesso periodo in cui è stato riconosciuto il beneficio, sia in quella del periodo di imposta in cui viene utilizzato l’incentivo, specificando anche la spesa e la cifra riconosciuta.

 

4. L’intervista al presidente di Ali, Paolo Ambrosini

1)Dopo questo periodo difficile, dove comunque il settore ha registrato degli ottimi risultati, come vede il futuro delle librerie indipendenti?

Le librerie hanno beneficiato di misure e provvedimenti che le hanno aiutate a uscire prima e meglio delle altre imprese della distribuzione commerciale dalla crisi Covid; rimangono però ancora delle aree di criticità che ci auguriamo possano essere superate con il ritorno ad una piena mobilità. Il futuro passa anche attraverso misure che sostengano e stimolino la domanda di lettura che purtroppo è in costante calo. Di questo e di molto altro stiamo ragionando proprio in questi giorni con il Ministero e ci auguriamo che nel giro di qualche settimana possa avviarsi il percorso parlamentare della legge sul libro annunciata dal ministro Franceschini. Detto ciò credo che per i mesi più vicini a noi dovrebbe continuare l'onda positiva nel mercato.

2) Al Salone del Libro avete chiesto, insieme ad Aie, più fondi per i libri di testo scolastici, che cosa ci può dire a proposito di questo?

Il mercato dei libri di testo è in molti casi il primo punto di contatto con il mondo del libro per gli italiani e per i nuovi italiani; ma sono anche lo strumento attraverso il quale si formano i nuovi cittadini ed è pertanto prioritario accompagnare le famiglie nell'acquisto cercando di sostenerle in caso di difficoltà economiche. Da qui le nostre richiesta di triplicare il fondo per il diritto allo studio (attualmente pari a 103 milioni) e di introdurre la misura della detrazione fiscale per tutte le altre famiglie. Oggi il libro è stato riconosciuto bene essenziale se lo Stato non riserva a queste categorie di beni le misure di intervento e sostegno a cosa le deve riservare? 

Banner grande colonna destra interna

Aggregatore Risorse

ScriptAnalytics

Cerca